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Per la serie “non avrei saputo dirlo meglio”, cito da http://www.swissinfo.ch che a sua volta cita il Times:
 

Berlusconi: Times; suo ritorno disastro per Italia e Europa

“Il ritorno di Silvio Berlusconi al potere sarebbe un disastro per l’Italia e per l’Europa intera”. Il giudizio del Times, espresso nell’editoriale di testa del giornale, è schietto quanto negativo. “Le sue chance di essere nuovamente eletto – continua il quotidiano dell’establishment britannico – paiono relativamente basse. Ma è sorprendente che ne abbia ancora qualcuna”.

“Visti i risultati dei suoi passati governi – prosegue il Times – Berlusconi non dovrebbe avere nessuna speranza”. Secondo il quotidiano, infatti, il Cavaliere “non ha fatto nulla” per ridurre “il debito pubblico enorme” accumulato dai precedenti governi nel corso degli anni ’70 e ’80’ così come non è riuscito ad “afferrare” il problema tutto italiano della crescita mancante. “Nel corso degli ultimi 10 anni il Pil è cresciuto del 3% rispetto al 12% fatto segnare dalla Francia”.

In sintesi: “Berlusconi ha dedicato meno attenzione all’economia che alla scia di processi in cui è rimasto coinvolto”. Gli esempi in questo senso non mancano. “Le sordide” accuse relative al filone ‘bunga bunga’ avrebbero “troncato la carriera a qualunque politico che non controllasse larghe fette dei media italiani”.

Non basta. “In ottobre – ricorda il Times – Berlusconi è stato condannato per frode fiscale; non proprio la qualifica ideale per il leader di un paese in cui l’evasione fiscale si avvicina allo sport nazionale”.

Il ritorno del Cavaliere, nonostante tutto, potrebbe avere ancora “un pesante impatto” sul risultato delle elezioni: “privare Bersani di un chiaro mandato per effettuare le riforme”. O peggio. “Berlusconi – conclude il Times – mantiene un ‘appeal’ straordinario e può esserci la possibilità che gli italiani, impauriti dall’austerity, siano pazzi abbastanza da ridargli il potere”. Uno scenario che il quotidiano britannico giudica per l’appunto come un potenziale “disastro”.   (sda-ats)

non so perchè, ma ho la netta sensazione che noi italiani saremo pazzi abbastanza….. qualcuno ha qualche idea?

Caro Presidente Berlusconi

Caro Presidente Berlusconi,
sono un’imprenditrice, mi piace definirmi tale, anche se la nostra attività è una piccola realtà nel campo dell’agricoltura, poco più che familiare.

Oggi ho dovuto fare una cosa che nessun imprenditore con un minimo di coscienza vorrebbe mai fare: ho detto ai miei due unici dipendenti che non potrò più continuare a mantenere i loro contratti a tempo indeterminato, e ho dato loro il regolare preavviso di due mesi prima del licenziamento. Li riassumerò entrambi a tempo determinato, non appena riprenderà il lavoro (spero presto).

Eravamo rimasti gli unici, nel nostro campo, a continuare a credere che alle persone va tributato rispetto e che la dignità del lavoro passa anche attraverso la corresponsione di contributi, tredicesime, quattordicesime e quant’altro. Non credevo che l’imprenditore dovesse per forza essere un pescecane che pensa solo al profitto, anzi, ero convinta che un’impresa fosse anche un’occasione per dare del lavoro, per fare crescere un’economia intorno a sé che crei felicità e soddisfazione.

Sbagliavo. Questo ragionamento è vecchio, antiquato, non paga. Non dormirò per alcune notti, mi verrà sicuramente qualche mal di pancia, ma dopo questa “cura” sarò una persona nuova, più scaltra, con il classico “pelo sullo stomaco”. Non mi farò più impietosire da ragionamenti progressisti, non ascolterò più le sirene dei quadri economici globali e moderni. Un passo indietro, alla semplice economia della piccola azienda, rapace e autodeterminata, e gli altri si fottano.

Ah, e sicuramente smetterò di emettere tutti quegli scontrini, che tanto poi ci sono i condoni.

TROPPO FACILE

Ci vogliono sfiancare, disamorare, disilludere…. tanto è tutto un magna magna, tanto non serve a niente, tanto vincono sempre loro….
E’ solo perchè lo permettiamo, impegnati come siamo a fare altro.
Basterebbe che chi non è d’accordo lo dica: NON SONO D’ACCORDO, lo scriviamo ai giornali, lo diciamo alla radio, mettiamo un bel lenzuolo fuori dalla finestra, una bandierina sulla scrivania, una foto su faccialibro… per favore, facciamo qualcosa!

resto o vado via?

“Mi sono rotto, non ho più voglia di abitare lo stivaletto, grazie di tutto!

il mio lavoro è inutile, diciamo futile …. è roba piccola, fatta di plastica, che piano piano mi modifica, mi ruba l’anima.

dice “il lavoro rende nobili”, non so, può darsi, sicuramente rende liberi di suicidarsi.

precario è il mondo, flessibile la terra che sto pestando, atipica è la notte che sta arrivando, volatile è la polvere che si sta alzando

precario è il mondo, precario è il mondo, non è perenne il ghiaccio e si sta sciogliendo, non è perenne l’aria e si sta esaurendo, e di indeterminato c’è solo il quando

precario è il mondo, si finge normale, ma sembra ancora più precario, questo stivale, che sta affondando dentro a un cumulo di porcheria, e quelli che l’hanno capito se ne vanno via….

e invece tu non l’hai capito, e stringi i denti dietro a un tavolo, dentro all’ufficio, senza nemmeno avere il tempo di guardare fuori, così non vedi che già cambiano tutti i colori

e intorno a te la gente si agita, si muove sempre, qualcuno grida una protesta che nessuno sente

non c’è  un futuro da difendere, solo il presente, e anche di quello di salvabile c’è poco o niente

amore mio non ci resisto, io non ci resisto, vorrei convincerti a raggiungermi, ma non insisto, tu riesci ancora a non vedere solo il lato brutto, io invece ho smesso, devo andare, grazie di tutto.

e allora anche il tempo si fermerà improvvisamente, e chi si stava amando potrà amarsi per sempre…. e chi si stava odiando dovrà odiarsi per sempre.”

ieri sera me ne sarei andata anch’io…. quella canzone di Silvestri mi ha messo addosso una coperta di malinconia, di sogni non realizzati, di progetti sospesi, falliti, dimenticati…. uffa!

Non è da me, non lo è davvero. eppure sentivo mia ogni parola, ogni respiro di quel testo. mi sono chiesta: perchè improvvisamente vuoi fuggire? non ti basta quello che hai costruito, le cose che devi ancora terminare, quelle ancora da cominciare?

E’ come la critica di Anton Ego alla grande cucina francese: “manca di prospettiva”. (citazione colta: è Ratatouille!)

Questo manca: un po’ di sano orizzonte da esplorare, magari senza strumenti adatti, ma nuovo ed interessante. Ridateci l’orizzonte, magari anche con un po’ di foschia, ma che sia là, pronto ad accogliere chi si mette in cammino.

(p.s.: il testo l’ho trascritto dal video della canzone…. se non posso lasciarlo lì, ditemelo, e lo tolgo… è una canzone inedita, quindi non so bene come funzioni…)

non so nemmeno io perchè non scrivo più nulla…. semplicemente ho perso la voglia di dire quello che mi passa per il ciriveddro…. a che pro, mi chiedo, se nessuno qui sembra più usarlo, il cervello.

disillusione da anagrafe galoppante? forse.

di sicuro la mia sensazione è che ci stiamo meritando ogni patetica stilla di questi tempi grigi, ridotti a telespettatori di realtà parallele che vorremmo essere solo finzione.

Invece ciò che vorremmo che fosse reale è finto, troppo perfetto, autoesplicativo e a lieto fine… così tanto che, alla fine, non ne vogliamo più uscire. Tutto, anche il più becero serial americano, è meglio di nani e ballerine de noantri.

La rivoluzione repressa con uno zapping.

TECNOLOGIA

Per i miei quaranta inverni, mi sono regalata un telefonino super tecnologico, di quelli che si credono computer, ma telefonano anche…
Per via della mela stampata dietro, l’ho anche pagato non poco, ma davvero mi ha cambiato una serie di orizzonti: sto scrivendo con il telefono, e ci pubblico anche i post, posso vagare da una cartina ad un wikipedia, il tutto in ogni luogo.
Risultato: si diventa tecnologia – dipendenti.
Forse potrebbe non essere del tutto un male, ma richiede misura e giudizio, altrimenti si precipita nel baratro della consultazione compulsiva.
Gia’ l’ho scampata con faccialibro, che mi ha oltremodo stufato, ora spero di riuscire a mantenere la lucidità…

Devo dire, pero’, che un piccolo brivido di vanità mi sfiora, quando estraggo di tasca l’oggetto e vedo gli sguardi altrui. Questo non e’ da me, che passo per donna incurante delle cose del mondo, ma forse e’ solo un aspetto degli anni che avanzano….

BUONA PASQUA DA GOETHE

Ecco fiume e ruscelli già liberi dal ghiaccio
al dolce sguardo della primavera
che infonde vita; lieta verdeggia la speranza
nella valle. Spossato, il vecchio inverno
si è appartato in monti inospitali,
e di lassù, fuggendo, scaglia solo
il brivido impotente della grandine,
a raffiche, sul piano verdeggiante.
Ma il sole non tollera più il bianco:
dappertutto si destano le forme e i desideri,
su tutto vuole infondere la vita dei colori,
e poiché i prati mancano di fiori,
ci mette uomini vestiti a festa.
Vóltati, guarda indietro
da queste alture verso la città.
Dal vano cupo della porta esce
un brulicare di gente variopinta.
Oggi hanno tutti voglia di sole.
Festeggiano la resurrezione del Signore,
perché anche loro sono risorti:
dalle umide stanze in case basse,
dai vincoli del mestiere e degli affari,
dall’oppressione dei tetti e dei comignoli,
dal pigia pigia delle strade anguste,
dalla notte solenne delle chiese,
eccoli, tutti escono alla luce.