E’ arrivata l’estate, e con essa, inesorabile, il palinsesto da svacco televisivo… inclusa l’immarcescibile Jessica Fletcher, alias la Signora in giallo.
Chiunque resti a casa intorno alle 12.30 sa di cosa parlo: telefilm anni ‘90. gialli, assassini, indagini alla Miss Marple. Le stesse puntate da anni, facce che ormai sono diventate familiari… ma allora perchè mi ritrovo sempre a guardarli?
Tento una scomposizione della puntata-tipo:
- ore 12.30, introduzione dei personaggi, con particolare risalto della futura vittima, che di solito è antipatico a parecchia gente, si comporta da bastardo e si crea in dieci minuti uno stuolo di nemici. La signora vive a Cabot Cove, nel Maine, luogo ameno e piccolo, pertanto dopo i primi quindici omicidi e considerando che la popolazione cominciava ad avere seri problemi numerici, lo svolgimento si è spostato a New York (che tanto ce n’è da far fuori….), ipotizzando il successo della signora scrittrice di gialli ed il necessario spostamento in grande metropoli. Inoltre, la nostra eroina ha una pletora di amici e parenti sparsi in giro per l’emisfero nord del mondo, e come il prezzemolo si fionda come ospite di uno o dell’altro, con pretesti vari, sfoggiando tailleurs che farebbero impallidire la regina d’Inghilterra
i personaggi di contorno, tra cui l’assassino, vengono descritti con forti caratterizzzazioni: l’ingenuo/a, lo straniero, il polemico, la padrona di casa, l’amico, la pecora nera…
- ore 12.55, ritrovamento del morto, solitamente con urli e schiamazzi vari, e conseguente accorrimento della polizia. Da notare che il commissario/investigatore è solitamente inetto, qualche volta prevenuto nei confronti della instancabile signora, ma sempre parecchio miope, visto che i particolari importanti li becca sempre lei…
- ore 13.05, l’indizio rivelatore viene proposto al pubblico, e regolarmente nessuno lo nota, pur essendo praticamente incorniciato da una fila di lampadine a intermittenza. Nel frattempo si procede ad incarcerare il sospettato maximo, che ovviamente è a) innocente b) amico della Fletcher. Conseguente sbattimento della suddetta signora, che si prodiga per scagionare l’amico.
- ore 13.15, la signora ha un’illuminazione grazie ad una frase che qualcuno inavvertitamente proferisce: si assiste alla trasformazione del suo volto (in questo è bravissima), con conseguente fuga in silenzio verso il telefono o similia
- ore 13.20, scatta la trappola: madame Fletcher ordisce il trabocchetto atto a far impappinare l’assassino, solitamente in un salotto o studio atto all’uopo, con relativa ricostruzione minuziosa, smentita dell’assassino e conseguente confessione, sempre tutto in toni da bon-ton, senza mai alzare la voce o (peccarità!) sporcarsi i vestiti
- ore 13.25, gran finale con scagionamento dell’amico e tarallucci e vino finali
Visto uno , visti tutti. Cambiano i contesti, i luoghi, gli ambienti, ma il succo resta: la certezza del finale, la sicurezza che i cattivi verranno assicurati alla giustizia e non faranno nemmeno troppa resistenza. Insomma, un calmante per l’anima, per i nostri affanni di spettatori e cittadini di ben altri mondi, in cui la giustizia sembra essere latitante il più delle volte e per alcuni addirittura un mostro da combattere.

io forse l’avrò visto una volta, ma è proprio come dici tu, certi gialli sono paradossalmente rassicuranti! mi ricordo di certe estati, anche quando ero giovanissima, passate leggendo perry mason o agatha christie o rex stout, quindi gialli non truculenti, con un bicchiere di qualcosa di fresco, seduta o sdraiata comoda…..è un ricordo estivo.
Ah ottimo Paoletta:)
Ci sarebbe da fare tutta una fenomenologia der poliziesco. Individuando i punti cardine e le variazioni possibili. Ma potresti avermi ispirato un post potresti! Anche se questo qui tuo l’è già bello
Se lo faccio te linko:)
me lo ricordo questo clichè
vero, tutto vero.
ricordo a tale proposito un episodio interessantissimo che racconto anche per la riflessione di zauberilla, qualora interessasse:
la fletcher che scrive un copione di un telefilm, una sorta di giallo nel giallo.
e lei ripete questo clichè, e in questo caso due volte, una volta nel copione e l’altra sul set: due morti o forse lo stesso, uno virtuale che diventa vero, le indagini, il depistaggio, l’arresto del non colpevole, il solito capo della polizia che si fa convincere a dare un’altra chance a chi sta tentando di dipanare la matassa, e poi il dettaglio, quel bavero alzato della giacca a vento, quell’ombra troppo alta rispetto alla sagoma del sospettato ed ecco svelato l’inghippo.
e poi tutti a brindare a ridere con la risata statica dell’ultimo fermo immagine.
bellissimo, paoletta, la descrizione minuziosa dei ritmi, delle fasi e dei personaggi è perfetta. io sono stata una grandissima fan della fletcher! (ma anche di colombo) credo di aver visto più e più volte tutte le serie e tutti gli episodi, ma se ti dovessi dire la verità, lo guarderei ancora e ancora, senza stancarmene mai. ecco, mi succede questa cosa (che un pò vale per tutti i film): ricordo bene la storia, i personaggi, alcune scene, molti dettagli, oh! ma non c’è una volta che riesco a ricordare chi è l’assassino!!! giuro, sarò deficiente, ma è così… il che mi permettere di guardare i film infinte volte, quasi come fosse sempre la pirma.
@anima, anche per me, giallo=estate senza far niente (come quelle delle superiori)
@zaube, non vedo l’ora di leggere…
@emma, è proprio quello che volevo dire: perfetta costruzione di un clichè
@pigra, anch’io non ho memoria, a me succede anche con i libri, ahimè!
analisi impeccabile ma alla voce 13.05 hai dimenticato la possibilità c, ossia: viene incriminato per l’ennesima volta Grady, il nipote incredibilmente tonto di Jessica Fletcher… ma quando lo portano a fare benedire, il ragazzo?
Oserei dire inoltre che la Fletcher porta una discreta pegola. Ovunque vada, muore qualcuno.
E Grady, oh sì, Grady! E Seth, più un fine psicologo che un medico…
è per questo che i telefilm li chiamano “prodotti”: sono come oggetti fatti in serie..
sequenze di un film che ho visto
sai che letti così mi piacciono molto?
buona serata
li ho visti tutti, più volte, nella mia passata esistenza..quando le bambine tornavano a casa da scuola, e dopo si guardava la signora Fletcher..Potrei andare a cabot cove e riconoscere i negozi, i ristoranti, la parrucchiera loretta..lo sceriffo amico di jessica, forse pure innamorato ma se la deve vedere con il dottore..ehhhh…che sotto sotto la signora fletcher si lanci in triangoli amorosi???
)))
e poi possiamo pure parlare del tenente colombo, di derrick con la faccia senza espressione..bei tempi, quelli.
le veline ed elisabetta gregoraci avevano ancora il grambiulino e noi si viveva senza sapere cosa ci aspettava
son passata a lasciarti i saluti.
fra un paio di giorni vado in vacanza, finalmente.
ti abbraccio e a presto.