(Tempo fa scrissi che canto in un coro gospel, ma non ho mai raccontato nulla…
credo sia giunta l’ora.)
Un coro è una faccenda seria: bisogna imparare a vivere in comunità, a stare attenti ai bisogni degli altri, e mettere d’accordo tutti e tutto… mica facile!
Soprattutto quando l’età media si aggira intorno ai 40 / 45, e ti ritrovi davanti uomini e donne fatti, con una storia, relazioni, personalità consolidate e un po’ esibizioniste (altrimenti farebbero il club del lavoro a maglia….)
Ci si trova il venerdì sera, con i nostri bravi foglietti vergati da tante zampette nere, qualcuno addirittura con il leggio… la maestra con la chitarra, tutte le sedie disposte ordinatamente a semicerchio, in due file: prima fila donne, seconda fila uomini.
Si comincia: riscaldamento, ripasso, studio del brano nuovo, correzione degli errori… detta così, una noia abissale.
In realtà, come in quasi tutte le cose, è il materiale di cui siamo fatti che determina la trama di un’avventura: questo coro è una manica di pazzi, letteralmente. Funzionalmente al gruppo, ciascuno ha il proprio ruolo:
- il leader: “Occheei, adesso si canta, basta cazzeggiare! Per favore cercate di non cantare come una parrocchia, impegnamoci a migliorare, grazie!”
- il polemico: “Non sono d’accordo sul fatto di impegnarsi, ognuno dà quello che riesce, in fondo siamo solo dilettanti!”
- il lecchino: “Ha ragione la maestra, dobbiamo impegnarci di più e studiare”
- la saputella: “IO studio sempre, dove sta il problema?”
- il divertente: “Il problema sta nel fatto che dovresti studiare anche le nostre parti”
- lo smargiasso: “A me non serve studiare, sono bravo di mio”
- il timido: “…….cantiamo?…….”
E poi c’è la diva, la vecchia signora piena di paturnie/passioni, lo scapolo in caccia, la zitella disperata… un teatrino di varia umanità, bello e pronto e scombinato.
Se non fosse che, quando alla fine si canta, il risultato è a volte miracoloso, e finalmente si capisce il vero senso del “fare musica”. Ci sono volte in cui la magia è palpabile, quando questo o quel brano vengono particolarmente bene, o quando tutti insieme si canta qualcosa in cui crediamo veramente… un magico pentolone da rimestare con attenzione, che nulla ha a che vedere con il cantare da soli, perchè “l’insieme è molto di più della somma delle parti”.

evvài, si aspettava l’affresco sul coro gospel!
mi riconosco in un paio di loro, tu chi sei?
quando ero ragazza con la scuola e la chiesa facevo parte di un gruppo gospel
soddisfazioni tantissime, il gusto era nel cantare e vedere che piacevamo
la cosa che mi stupisce è leggere i vari soggetti
anche allora c’erano ma l’età era diversa
il lecchino….la saputella….
però immagino quanto sia bello, sai che in quegli anni ho imparato molte cose? oltre al cantare in gruppo dico…
bella cosa, ho smesso e me ne dispiace
buona giornata
io mi candido per la svampita un pò stonata, c’è posto un posto libero?
emma, non so… a volte vorrei essere la divertente, mi sa però che non sempre riesce…
irish, chi viene a sentire i concerti dice che si sente che ci divertiamo, ed è vero…benvenuta a te!
pigra, di svampite non ce n’è mai abbastanza! ;-D
[...] è venuto in mente dopo avere letto questo [...]
eh, verissimo, è una fotografia animata di come funziona! ed è verissimo anche che il risultato finale è incomparabilmente migliore e diverso dai singoli balbettii. Brava deve essere la diretttrice, però, moltissimo dipende da lei!
nei miei ricordi c’è un pezzetto di esperienza di coro, con un maestro molto in gamba, che tirò fuori un fantasmagorico e scoppiettante “good news” da un’accolita raccogliticcia da film comico (meglio se muto!)
ehehehe
cari saluti gospel
Io faccio la zitella disperata e come quando cantavamo alle elementari… aprirò solo la bocca e farò finta
Ti prego, di che coro si tratta? Sto cercando un coro gospel aRoma.
ciao
cesare, benvenuto.
purtroppo non posso aiutarti, io sono a Torino. Puoi provare http://www.gospelweb.it , è un portale nazionale, io i miei amici li ho trovati così….
Ciao,
ho letto con vivo divertimento la descrizione delle prove del tuo coro. Io faccio parte da circa 12 anni di una corale polifonica amatoriale, che esegue musica sacra in latino, specialmente di autori del periodo romantico. Detto così sembra una cosa tremendamente seria, ma ti assicuro che anche tra noi regna molta goliardia e che anche tra noi si verificando situazioni simili. C’è quello bravo e quello somaro, la zitella sempre in caccia che “barcolla ma non molla” e ci prova con tutti, anche con i gay, quella che ai concerti esibisce imbarazzanti mises (non abbiamo divisa, il solo obbligo ai concerti è abito scuro con camicia bianca e papillon per gli uomini e abito lungo nero, o blusa e pantaloni lunghi neri, per le donne: ma spesso la sobrietà è inversamente proporzionale alla abilità canora), c’è chi bigia un sacco di prove e poi viene al concerto bello come il sole, c’è quello che fa parte del coro non si sa bene per quali meriti, visto che è stonato, c’è chi non sa stare composto e si agita come fosse tarantolato… e potrei continuare… aggiungo che il nostro maestro (dilettante come tutti noi) è di origine napoletana ed è un vero Oscar della sceneggiata…. insomma le prove sono sempre fonte di divertimento e di gossip… e poi magari miracolosamente il concerto viene bene, e arrivano gli applausi, i trafiletti sui giornali, la fama più o meno immeritata… comunque il coro è un’esperienza unica!