sto cercando di riordinare le idee su un tema che mi sta tormentando in questi giorni. Il tema è spinoso e antipatico: l’impegno in politica…
Nella buca delle lettere ho trovato un foglietto che invita ad una scuola di formazione politica, in cui si racconta (bene) una storia; si intitola “Tre fratelli e undici cammelli” e racconta, in breve, di una disputa tra tre fratelli berberi, che alla morte del padre ricevono in eredità l’unica ricchezza di chi vive nel deserto: undici cammelli. La disputa nasce dal fatto che il padre, prima di morire, lascia precise istruzioni: al fratello maggiore andrà la metà dei cammelli, al secondo un quarto ed al terzo un sesto, in proporzione al lavoro che essi hanno prestato nell’allevamento paterno; l’unico problema è che undici non è un numero facilmente divisibile, e questo genera tali problemi che, quando un amico del padre arriva in visita, trova tutti e tre i fratelli nel recinto, in piena lite e con un coltello in mano per squartare un cammello. L’amico, dunque, propone una soluzione: metterà anche il suo cammello nel recinto, in modo da rendere il numero divisibile. I tre fratelli protestano, è un sacrificio che non possono accettare, ma l’amico insiste, e così si procede alla divisione: la metà di dodici è sei, e così il primo fratello è soddisfatto, un quarto di dodici è 3, ed il secondo va via contento, un sesto di dodici è due, ed anche il terzo di convince e ritira i suoi cammelli. Nel recinto resta un solo cammello, che è quello dell’amico, che lo riprende e riparte….
Il commento a questo raccontino era: la politica è l’arte di risolvere i problemi, con fantasia e senza rimetterci nè guadagnarci nulla.
Ora, condivido ovviamente il commento, ma il dubbio resta: è pura utopia? o pura demagogia?
Qualche volta sento anch’io la responsabilità di dedicarmi al bene comune, e spesso penso che la politica non sarebbe la porcheria che è se le persone di buona volontà ci si mettessero d’impegno, senza scopi di lucro, cercando di parlare tra di loro, aiutare chi ha bisogno e fare “rete”, fare appassionare il mondo alle soluzioni, e non ai problemi.
Poi penso al tempo che ho, e a quello che mi resta dopo tutte le solite incombenze della vita, e rinuncio, sapendo, però, che non è giusto, soprattutto perchè in questo modo le persone che arrivano alla politica sono, per la maggior parte, coloro che sono determinate a farlo diventare un mestiere lucrativo e basta, con tanti saluti al bene comune.

oh, paoletta, hai toccato un tasto DOLOROSISSIMO
da tanto tempo, infatti, ho la tentazione di dire: DEVO FARE QUALCOSA
e alla fine, non fo niente di niente
anzi, peggio: il disgusto anche per la “mia” sinistra, quella dove ora il migliore è un democristiano e il peggiore è quello che sarà (forse) il prossimo premier, mi ha portato persino a non votare alle primarie
gli è che di politici ne ho conosciuto qualcuno e lo schifoschifo è aumentato
come hai letto da zau, sono disgustata in primis da come ci viene presentata la nostra politica: si parla della politica come se fosse un pettegolezzo
ettecredo che poi “gli intellettuali” hanno il disgusto!
… che lo facciano apposta?
in ogni caso, ora non entrerei in nessuno schieramento e anche il movimento populista di quel comico genovese mi dà la nausea…
son tempi bui, paoletta…
ls
Eh non lo so paoletta.
Innanzitutto.
scodiamoci che si possa fare alcunchè di bbono senza una percentuale controllata di lucro, che credimi quando nun c’è il lucro, il lucro psichico è particolarmente deleterio. (volontariato…ah il roseo mondo del volontariato)
Ho conosciuto anche io diversi politici. E però direi onesti.
Insoma è complicata la faccenda! ma non dispererei
@lana, concordissimo… anche se mi rifiuto di pensare che siano proprio bui, questi tempi… continuo a pensare che sia solo una fase da attraversare.
@zaube, un mio compagno delle medie è diventato sindaco della città vicino alla mia (città, non paesello…), lui è e resta una brava persona, e come lui ne ho conosciuti altri di politici, anche loro onesti… ma la mia sensazione (non solo mia), è che i vertici giochino un tiro barbino: una volta che ci sei, le tue priorità acquistano nuove prospettive. Non è detto che debba sempre essere così, vedremo
Per il discorso del lucro, credo che la parola chiave sia “percentuale controllata”…..
paoletta, quando ho bisogno di ottimismo, ho capito che devo passare da te!
speriamo proprio che sia solo una fase…
anche io mi dico sempre: oggi è il peggio, domani non può che essere migliore
però, se il domani è fatto di veltroni…
ho anche litigato con il mio psy, per questa cosa di veltroni
e anche con la mia mamma…
e anche con le amiche della mia mamma, che quando si parla di d’alema gli si illuminano gli occhi e io ancora lo detesto per lo sgambetto al buon occhetto ai tempi della cosa…
mammamica, che triste, la politica
hai presente quella foto di veltroni e berlusconi che c’era sabato sia su repubblica, sia sul corriere?
avevano entrambi l’espressione da: gliel’ho messo in quel posto
(oggi sono proprio volgarissima, scusa!)
ma per finire. il mio unico pensiero a vedere quelle facce (io non ho la tv, e le facce le vedo solo sui giornali) è stato: no, no, il quel posto ce lo stiamo prendendo noi…
trissssste…
ls
lana, dopo lungo e travagliato penzamiento, nemmeno io l’ho votato, il uolter. anch’io ho litigato con amiche e quant’altro, ma non ci posso fare niente… quando dice “ma anche”, a me mi piglia l’orticaria!
ho scelto l’unica donna candidata, che mi dava l’impressione di una persona onesta e salda, seppure non con le mie stesse convinzioni… per ora, però, l’hanno messa da parte. vedremo.
Vero che sei ottimista, la cosa non fa male.
Anche se il pessimismo la vera dose necessaria di ottimismo ce l’ha: quella di farti vedere nero, così quando c’è il sole sorridi di più, inaspettatamente.
Ciance a parte.
La politica dovrebbe essere tutte quelle cose e anche altre, in verità, anche se la fantasia diciamo che
(continuo scusa..) diciamo che è già molto.
Solo che il rischio di dire fantasia al potere lo conosciamo.
Continua a crederci.
Non fa male, del resto.
grazie emma… purtroppo o per forrutna, ottimisti si nasce!