Prima che finisca l’estate, voglio dedicare un post alle letture che sono riuscita a terminare in vacanza; sono incredibilmente sette libri, non mi capitava da parecchio di poter dedicare così tanto tempo alla lettura… sarà che ormai le figlie sono grandicelle e in spiaggia se la cavavano da sole, sarà che tornare per due anni di seguito nello stesso posto (novità, per me…), significa non avere la frenesia di vedere tutto il vedibile, e poter dedicare tempo al relax, sarà che gli amici sono buoni lettori anch’essi, e quindi si stava per lungo tempo in silenzio, senza sentire il dovere di fare conversazione… fatto è che sento il bisogno di celebrare cotanto tempo a disposizione!
LIbro nr. 1: Erri de Luca – Tre Cavalli
Non c’è molto da dire. Erri de Luca è capace di una scrittura densa, dolcissima, evocativa, che qui si concentra nella storia di un uomo che fa il giardiniere, ma che in altri tempi ha attraversato mari e guerre, e vuole in qualche modo dimenticarlo. A me piace il suo stile, la sua capacità di creare quel guscio impenetrabile attorno a ciò che racconta, rendendo qualunque storia un fatto unico ed eccezionale, immune dalla banalità del quotidiano vivere.
Libro nr. 2 : Banana Yoshimoto – Chie-chan e io
L’ho letto solo perchè me l’ha consigliato mio marito, ma l’autrice continua a non piacermi… E’ solo una questione di gusti letterari, me ne rendo conto, ma quello stile così rarefatto e banale non mi dice assolutamente nulla. Almeno parlasse di cose interessanti o di storie in cui accade qualcosa….
Libro nr. 3: Mario Calabresi – Spingendo la notte più in là
Dedicherò un post a parte a questo libro, ci sono troppe cose da dire.
Libro nr. 4 : Jane Austen – Orgoglio e pregiudizio
Non l’avevo mai letto, e mi sono messa in pari. Bellissimo, antico e moderno allo stesso tempo, Beautiful e Shakespeare che si incontrano a metà strada e che generano la madre di tutti i romanzi rosa, azzurri, chick-lit, ecc.. L’ho letto in inglese, ed ho apprezzato il linguaggio sofisticato ma diretto della Austen. Non so come siano le traduzioni in italiano, ma sospetto che abbiano modernizzato troppo. E poi, chiunque tiferebbe per la personalità ed il carattere della protagonista, mentre il ritratto della madre è di un burino che farebbe gola a Moccia.
Libro nr. 5 : Mario Vargas Llosa – La zia Julia e lo scribacchino
Ho carpito un consiglio di lettura dato dalla Zaube, e l’ho fatto mio. Non mi sono pentita. Libro molto divertente, bello, sudamericano in tutte le sue sfaccettature, pieno di racconti iniziati e non terminati (cucinati come trame di radiodrammi), che ti lasciano addosso la sensazione che i personaggi siano ancora là, a cercare di risolvere i loro incredibili problemi. Bello.
Libro nr. 6: Paolo Giordano – La solitudine dei numeri primi
Ho ceduto alla moda del momento (è imbarazzante notare che in spiaggia tutti stanno leggendo il tuo libro – infatti ho tolto la copertina), ma non me ne sono pentita. Non è quel libro eccelso di cui parlano le critiche, ma è bello, ben scritto ed avvincente. Ultimamente va di moda vedere il mondo con gli occhi degli adolescenti, ma questa versione è interessante, i personaggi sono atipici e la storia merita di essere letta. Poi è ambientato a Torino, e questo mi fa sempre effetto. Il punto di vista di un fisico sulle ragioni del cuore, la fisica e la metafisica vicine come non mai…
Libro nr. 7: J.K. Rowling – Harry Potter e i doni della morte
Ho riletto in italiano quello che avevo già letto in inglese a gennaio, così, per rivivere la storia e vedere come se l’è cavata la traduttrice. Ancora di più, si nota come l’ultimo capitolo sia stato appiccicato lì solo per una questione di marketing, e mi dispiace notare che il libro più bello della saga non sia affatto questo.
Ecco. Scrivere le mie impressioni mi aiuta a ricordare quello che ciascun libro mi ha raccontato, e quello che ho pensato leggendo… Per noi, lettori compulsivi, è importante soffermarsi un attimo su tutto ciò, altrimenti rischi di rileggere due volte lo stesso libro senza accorgertene!