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Tempi austeri e ristretti, nei modi e nelle finanze, nel frettoloso andare della gente, che non ha più sogni a cui appendersi… nemmeno un colore, nemmeno un fiorellino con cui addolcire questa fine d’inverno.
Tempi duri per l’evanescenza, il superfluo, la cornice.
Fa freddo, dentro e fuori, anche i petali delle primule tremano sconosolati, sapendo che la loro missione di vita sarà inascoltata, sempre nel nome del dio denaro, che comanda anche quando non c’è…..

Consoliamoci con questo

aria…

illusi o ingannati
in fondo
abbiamo solo bisogno di aria

ARIA

“Sai
nascono così
fiabe che vorrei
dentro tutti i sogni miei
e le racconterò
per volare in paradisi che non ho
e non è facile restare senza piu’ fate da rapire
e non è facile giocare se tu manchi
aria come è dolce nell’aria
scivolare via dalla vita mia
aria respirami il silenzio
Non mi dire addio ma solleva il mondo

portami con te
tra misteri di angeli
e sorrisi demoni
e li trasformerò
in coriandoli di luce tenera
e riuscirò sempre a fuggire dentro colori da scoprire
e riuscirò a sentire ancora quella musica
aria come è dolce nell’aria
scivolare via dalla vita mia
aria respirami il silenzio
non mi dire addio ma solleva il mondo
aria abbracciami
volerò
aria ritornerò nell’aria
che mi porta via dalla vita mia
aria mi lascerò nell’aria
aria com’è dolce nell’aria
scivolare via dalla vita mia
aria mi lascerò nell’aria”
g. nannini

rileggendo anna karenina

Vittima di questa coda gelida di inverno e di malattie varie delle figlie, sto rileggendo Anna Karenina… avevo vent’anni, quando riuscii a finirlo per la prima volta, e ricordo che il personaggio che più mi colpì era Kitty, la candida ed ingenua debuttante fiduciosa nel mondo.

Lo ripresi a trenta, e proprio non riuscivo a staccarmi dal personaggio di Anna, dai suoi tormenti, dalla sua visione del mondo interiore ed esterno…

Ed eccomi qua, dieci anni dopo, a rileggere nuovamente… il bello di questi capolavori è che non ti deludono mai: di nuovo il libro presenta nuovi dettagli, sfaccettature, ammiccamenti al mio livello di coscienza.

Questa volta il personaggio è Levin, il burbero e sincero contadino, forte e delicato nello stesso tempo.

Rileggere certi passi non fa male:

“Aveva un bel dirsi che, tutto considerato, egli non aveva avuto nessuna colpa in quello che era accaduto; quel ricordo, al pari di altri ricordi vergognosi, continuava a farlo fremere ed arrossire. Nel suo passato, come in quello di ogni altra persona, c’erano state delle azioni riprovevoli che la sua coscienza avrebbe potuto rimproverargli; ma il ricordo delle colpe vere non lo torturava mai quanto il ricordo di certi insignificanti episodi dei quali gli pareva di doversi vergognare”

Sono io, Levin, quando, a distanza di giorni o mesi, ripensando a come mi sono comportata in certi frangenti, ancora rabbrividisco ed arrossisco pensando alle cose dette, a quelle urlate, a quelle taciute… sono proprio io,e mi stupisco ancora di come le parole di 130 anni fa sono ancora qui, fresche e presenti, a raccontarmi come “Tutte le famiglie felici si somigliano, ogni famiglia infelice è invece disgraziata a modo suo”

dieta-teschio e dintorni

La tremenda sensazione del punto di non ritorno. Lei, che impone la sua presenza in ogni recesso mentale ancora libero da altre paturnie varie: la linea!

Che è tonda, vieppiù, e non sembra voler recedere. Il punto di non ritorno, appunto, sottolineato con grande magnanimità da amici, nemici e parenti: “eeeh, dopo i quaranta non è più come prima…”

A parte il fatto che quaranta li devo ancora compiere, non è che proprio sia approdata all’ultimo lido civile… ho solo qualche etto in più, e vorrei tanto farne a meno.
Pertanto, armata del sostegno maritesco, mi accingo ad una dieta ponderata, ragionata e consapevole: non si mangia nulla per un po’, poi si vede come va.
Con tanto di pesate settimanali, foglio di excel con schemini e fotografie, abbiamo allargato la cerchia a pochi e scelti amici. Un solo obbligo: comunicare peso e circonferenza vita ogni lunedì mattina, in modo da aggiornare il foglio. Lo scopo non è perdere peso, giammai, ma dimostrare a noi stessi che ancora disponiamo di una qualche forma di autoregolamentazione….così almeno si argomenta sulla carta.

La realtà, ahimè, vuole che dal giorno dell’inizio della dieta la sottoscritta sia aumentata di ben sette etti (mentre il marito dimagrisce, mannaggia a lui!), e che, al rientro in casa alla sera, mi getti su qualunque cosa sia commestibile, perchè psicologicamente sono a dieta, quindi ho fame!!!

A nulla è servito desertificare la dispensa e mettere a stecchetto tutti, gatto compreso… La fantasia supplisce all’abbondanza, e spesso mi ritrovo ad intingere carote nella salsa rosa, mentre il gatto mi guarda con rassegnazione e studia nuovi metodi per aggirare l’ostacolo: ha imparato ad aprire da solo il cassetto in cui tengo la sua pappa, con zampine ed unghie riesce a servirsi da solo, e quando non ci riesce mi addenta delicatamente una mano per dirigerla verso il suddetto cassetto, sempre delicatamente.

Mi sa che ha ragione lui: la dieta non fa per noi, lo sapevo già, l’ho sempre sospettato, ma il fatto ora si presenta lampante agli occhi (porcini): la vita è troppo breve per siffatte torture!

IN MORTE DI G.M.

Noi torinesi, abitanti al piede delle montagne, siamo abituati da sempre a vedere sull’orlo degli occhi quel profilo continuo e azzurrino, che ci fa sentire a casa e senza il quale ci sentiamo persi.
Fin da piccoli ci abituano a confrontarci con l’altezza, a sentirci importanti per le sfide che affrontiamo e grandi per quelle che vinciamo…. da noi essere alpinisti, nel senso più ampio del termine, è parte del fascino della vita, un amore che coltivi anche grazie a genitori, fratelli, amici più grandi.
Le gite, le camminate, respirare l’aria sottile e fredda dei 3.000 metri in piena estate, gli scarponi, gli sci, le corde… tutti strumenti con cui prendi confidenza, e che ringrazi per le emozioni che ti danno, come quando impari a fare il primo nodo e ti senti Messner, o quando porti i tuoi bambini a giocare in un prato pieno di grilli.
Lo scontro, brutale, con la realtà di un luogo più grande di noi avviene attraverso le foto dei giornali: apri, e vedi il volto sorridente di un amico, magari perso di vista, sotto la parola “tragico”, e tutto si cristallizza, diventa ghiaccio sporco tra le tue mani, e non vedi più dove sia finita tutta quella poesia.
Un amico che potrebbe essere tuo marito, la prossima volta, una vedova che potresti essere tu, domani…. nomi francesi noti e pronunciati centinaia di volte, con passione, slancio, allegria, che non saranno più gli stessi.
Questo è morire in montagna, per me.

Repubblica.it stamattina ha PUBBLICATO IL TESTO DELLA LEGGE GELMINI:

http://www.cittadinolex.kataweb.it/article_view.jsp?idArt=85672&idCat=82

Leggere e diffondere. E poi ditemi che non c’è da preoccuparsi, che nulla cambierà, che è tutta propaganda…. domani ci vado anch’io in piazza, e spero davvero che serva, che stavolta il mondo dia ragione a chi crede nell’uomo e nella sua positività!

da Vinicio….

… qualcuno mi protegga da quello che desidero,

o almeno mi liberi da quello che vorrei….

è con una certa timidezza che mi appresto a scriverLe, Lei così importante e fiero del suo indispensabile lavoro, che non ci permette di restare nell’oblio e nell’ignoranza abissale delle cose del mondo.

Caro Signor Giornalista Televisivo, mi rendo conto che Lei sia davvero impegnato a raccontarci per filo e per segno tutti gli efferati particolari di qualunque delitto avvenga al di quà del Volga, e che non possa assolutamente desimersi dal dovere di chiedere sempre e comunque: “Che cosa ha provato quando le hanno ammazzato la figlia?”, e che il Suo dovere di informazione sia assoluto ed imperativo, ed è per questo che i produttori di modellini di villette incriminate stanno facendo fortuna, e di questo Le saremo tutti eternamente grati;

Caro Signor Giornalista Televisivo, è per tutto questo che esito a rubarLe tempo prezioso per porLe con grande umiltà una mia insignificante domanda:

“Possibile che NESSUNO si preoccupi di leggere il benedetto testo della riforma scolastica e spiegarlo al pubblico, magari facendo uno di quegli speciali che piacciono tanto?

Possibile che NESSUNO dica che spariranno le mense alle materne, che i Comuni dovranno farsi carico dell’intera spesa della mensa alle elementari e che, PER FORZA DI COSE, sparirà il tempo pieno (se non a pagamento)?

Possibile che solo la Gabanelli ne abbia parlato (che tanto non la guarda quasi nessuno)?”

Forse che Lei, Signor Giornalista Televisivo, non ha figli in età scolare e pensa che la cosa non La riguardi? Ah, beh, se è per questo…. mi ritiro umilmente….

Letture

Prima che finisca l’estate, voglio dedicare un post alle letture che sono riuscita a terminare in vacanza; sono incredibilmente sette libri, non mi capitava da parecchio di poter dedicare così tanto tempo alla lettura… sarà che ormai le figlie sono grandicelle e in spiaggia se la cavavano da sole, sarà che tornare per due anni di seguito nello stesso posto (novità, per me…), significa non avere la frenesia di vedere tutto il vedibile, e poter dedicare tempo al relax, sarà che gli amici sono buoni lettori anch’essi, e quindi si stava per lungo tempo in silenzio, senza sentire il dovere di fare conversazione… fatto è che sento il bisogno di celebrare cotanto tempo a disposizione!

LIbro nr. 1: Erri de Luca – Tre Cavalli

Non c’è molto da dire. Erri de Luca è capace di una scrittura densa, dolcissima, evocativa, che qui si concentra nella storia di un uomo che fa il giardiniere, ma che in altri tempi ha attraversato mari e guerre, e vuole in qualche modo dimenticarlo. A me piace il suo stile, la sua capacità di creare quel guscio impenetrabile attorno a ciò che racconta, rendendo qualunque storia un fatto unico ed eccezionale, immune dalla banalità del quotidiano vivere.

Libro nr. 2 : Banana Yoshimoto – Chie-chan e io

L’ho letto solo perchè me l’ha consigliato mio marito, ma l’autrice continua a non piacermi… E’ solo una questione di gusti letterari, me ne rendo conto, ma quello stile così rarefatto e banale non mi dice assolutamente nulla. Almeno parlasse di cose interessanti o di storie in cui accade qualcosa….

Libro nr. 3: Mario Calabresi – Spingendo la notte più in là

Dedicherò un post a parte a questo libro, ci sono troppe cose da dire.

Libro nr. 4 : Jane Austen – Orgoglio e pregiudizio

Non l’avevo mai letto, e mi sono messa in pari. Bellissimo, antico e moderno allo stesso tempo, Beautiful e Shakespeare che si incontrano a metà strada e che generano la madre di tutti i romanzi rosa, azzurri, chick-lit, ecc.. L’ho letto in inglese, ed ho apprezzato il linguaggio sofisticato ma diretto della Austen. Non so come siano le traduzioni in italiano, ma sospetto che abbiano modernizzato troppo. E poi, chiunque tiferebbe per la personalità ed il carattere della protagonista, mentre il ritratto della madre è di un burino che farebbe gola a Moccia.

Libro nr. 5 : Mario Vargas Llosa – La zia Julia e lo scribacchino

Ho carpito un consiglio di lettura dato dalla Zaube, e l’ho fatto mio. Non mi sono pentita. Libro molto divertente, bello, sudamericano in tutte le sue sfaccettature, pieno di racconti iniziati e non terminati (cucinati come trame di radiodrammi), che ti lasciano addosso la sensazione che i personaggi siano ancora là, a cercare di risolvere i loro incredibili problemi. Bello.

Libro nr. 6: Paolo Giordano – La solitudine dei numeri primi

Ho ceduto alla moda del momento (è imbarazzante notare che in spiaggia tutti stanno leggendo il tuo libro – infatti ho tolto la copertina), ma non me ne sono pentita. Non è quel libro eccelso di cui parlano le critiche, ma è bello, ben scritto ed avvincente. Ultimamente va di moda vedere il mondo con gli occhi degli adolescenti, ma questa versione è interessante, i personaggi sono atipici e la storia merita di essere letta. Poi è ambientato a Torino, e questo mi fa sempre effetto. Il punto di vista di un fisico sulle ragioni del cuore, la fisica e la metafisica vicine come non mai…

Libro nr. 7: J.K. Rowling – Harry Potter e i doni della morte

Ho riletto in italiano quello che avevo già letto in inglese a gennaio, così, per rivivere la storia e vedere come se l’è cavata la traduttrice. Ancora di più, si nota come l’ultimo capitolo sia stato appiccicato lì solo per una questione di marketing, e mi dispiace notare che il libro più bello della saga non sia affatto questo.

Ecco. Scrivere le mie impressioni mi aiuta a ricordare quello che ciascun libro mi ha raccontato, e quello che ho pensato leggendo… Per noi, lettori compulsivi, è importante soffermarsi un attimo su tutto ciò, altrimenti rischi di rileggere due volte lo stesso libro senza accorgertene!

Spirito d’osservazione

Non mi manca, da sempre, ed è spessissimo utile per comprendere al volo le situazioni…. oppure combattere la noia.

Esterno giorno, estate, vacanza, supermercato preso d’assalto (l’unico dell’isola con più di 3 mq di scaffali), bimba che dorme in macchina…. madre inchiodata al suo posto, padre in spedizione rifornitrice.

Che barba che noia… e poi cominci a guardare fuori, a notare le facce di quelli che escono dal suddetto super… eccoli là, tutti schierati per la foto ricordo:

- signora bronzée con pareo bianco e ciabattine, sguardo leggero e passo evanescente… carrello semivuoto, niente cibarie, solo bottiglie e creme pre-sole, doposole, capelli, corpo…. quindi albergo;

- signore anzianissimo, quasi decrepito, bianco come il latte e curvo sui suoi anni, passo strascicato, accompagnato dalla badante sudamericana, bella e paziente, spingono un carrello strapieno di bottiglie d’acqua e tre cartoni di birra (infatti la badante sta sgridando il vecchietto per la birra, ma lui risponde determinato, e la birra viene caricata in auto)

- altra signora in pareo, questa col carrello pieno di cibo per bambini, e visibilmente a disagio per il pezzo di stoffa che la ricopre, il quale tende insanamente a scoprire strati di cellulite in vacanza…

- coppia giovane e sciabattante, faccia annoiata e telefonini appesi al collo, incontrano un amico “di casa” e partono a lamentarsi dell’isola, che è “troppo naturale, non c’è vita, pensa, non ci sono neppure gli ombrelloni!”

- altra coppia giovane, questi con enorme cagnone al seguito… la ragazza attende fuori col cane, dà la lista della spesa e si siede a terra, contro il muro. Quando esce il capelluto fidanzato, reca in mano soltanto tre oggetti, di cui due per il cane. Faccia sconsolata di lei…

- giovane ed aitante uomo, visibilmente scottato, carrello pieno, compresa la birra, passo indolente e un po’ di bolina…. viene verso di me… ripartiamo.

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